Brainstorming si fa Mini e prosegue i suoi appostamenti tra il pubblico giovane che si avvicina, forse per la prima volta, al linguaggio teatrale.
MiniBrainstorming è presente al primo spettacolo della stagione 2011 del teatro di Castello d'Argile, in provincia di Bologna, dove da anni si investe in cultura e linguaggi multidisciplinari, grazie a una collaborativa sinergia tra la Biblioteca, il Comune, il Teatro e l'associazione Burattingegno Teatro.
La stagione è inaugurata da Principio Attivo Teatro, formazione leccese, vincitrice del premio Eolo Awards con lo spettacolo Storia di un uomo e della sua ombra. Mannaggia 'a mort, definito dalla giuria 'una creazione di grande e raffinata fattura che senza una parola costruisce un conflitto antico come il mondo, agita come un cartone animato in bianco e nero studiato nei minimi particolari che si nutre di rimandi molto diversi tra loro da Chaplin e Keaton a Willy il Coyote al grande repertorio dei clown, giocati senza sbavature.'
MiniBrainstorming si insinua tra i bambini, prima e dopo lo spettacolo, stimolando la riflessione intorno all'evento teatrale, cercando di sondare diversi livelli di analisi, da quello tecnico-formale a quello più emozionale.
Ascoltate le registrazioni!
Principio Attivo Teatro
 
domenica 20 febbraio 2011
mercoledì 19 gennaio 2011
E-C-O Electronic Cooperation Online
Pietro Babina è sempre stato un visionario. Regista e drammaturgo di Teatrino Clandestino, una delle compagnie italiane più temerarie della scena italiana degli anni Novanta, crea ora una visione che implode nella rete per esplodere nell'interattività più spinta. E-C-O Electronic Cooperation Online è un progetto di composizione drammaturgica nato da poco e già moltiplicato in tante frattaliche derive di interattività. Veloce, reticolare, indeterminato, open source, E-C-O vuole aprire una riflessione sull'essenza stessa del teatro, puntando direttamente alla mimesis del tempo, in tutte le sue destrutturazioni contemporanee. Oggetto della ricerca di E-C-O è la ricerca drammaturgica, il soggetto il dialogo, gli agenti sono scrittori, registi, attori, personaggi, scene e pubblico, la struttura si basa sulla cooperazione online, per una modalità di creazione interoperativa e intercreativa. Il 15, il 16 e il 17 gennaio è andato in onda un primo momento di apertura al pubblico, strutturato in vere e proprie prove teatrali riprese da una telecamera e mandate in streaming sulla rete.
Brainstorming non poteva mancare, nella sua logica di appostamento imprevedibile e silente. E' bastato un sms a pochi amici e una telefonata a Modo Infoshop, libreria di Bologna, per chiedere se ci sarebbe stata la possibilità di usufruire della rete. Un luogo pubblico in cui condividere una visione privata: come i nonni nei bar con le prime tv.
Forse si aprono nuove forme di socialità e di fruizione dell'oggetto teatrale.
Ascoltate i files audio e commentate!
ECO - Electronic Cooperation Online - Un Progetto Multimediale e Drammaturgico di Pietro Babina
Brainstorming non poteva mancare, nella sua logica di appostamento imprevedibile e silente. E' bastato un sms a pochi amici e una telefonata a Modo Infoshop, libreria di Bologna, per chiedere se ci sarebbe stata la possibilità di usufruire della rete. Un luogo pubblico in cui condividere una visione privata: come i nonni nei bar con le prime tv.
Forse si aprono nuove forme di socialità e di fruizione dell'oggetto teatrale.
Ascoltate i files audio e commentate!
ECO - Electronic Cooperation Online - Un Progetto Multimediale e Drammaturgico di Pietro Babina
venerdì 17 dicembre 2010
100% Mercato delle Erbe - Arte e relazione per il Mercato delle Erbe di Bologna
Dal 18 al 22 dicembre 2010, Re:Habitat presenta 100% Mercato delle Erbe, un progetto creativo pensato per il Mercato delle Erbe di Bologna che prende il via in occasione dei primi 100 anni della struttura per proporre una serie di azioni volte a valorizzarne potenzialità commerciali, relazionali e culturali in risposta alle nuove esigenze di una società famelica, sfaccettata e multi-tasking come quella attuale. Promosso dal Consorzio di gestione del Mercato delle Erbe, 100% Mercato delle Erbe è un intervento che, attraverso pratiche community-based, arte e gastronomia, intende riattivare nei cittadini la consapevolezza di un luogo che ha una storica funzione di catalizzatore delle dinamiche sociali e commerciali. Un luogo di sapori e saperi che, con l'aiuto della creatività bolognese, può tornare a giocare un ruolo importante nella qualità della vita di Bologna. «Come sarebbe un Mercato aperto alla Città con arte, teatro, eventi e saperi?» A partire dal 18 dicembre, in occasione delle festività del Natale, Re:Habitat darà spazio a possibili risposte raccolte insieme alla città stessa, proponendo ogni giorno un assaggio di quel che potrebbe essere il nuovo Mercato delle Erbe. Colori, suoni e parole riempiranno le aree di vendita, mentre un angolo cucina offrirà momenti di sosta per scambiare ricette, ma anche storie, volti e opinioni, per comporre una narrazione sul Mercato scritta da chi lo abita e chi lo frequenta, una raccolta di voci in cui partire dalla tradizione per maturare proposte future. Mercoledì 22 dalle 10 alle 19.30, 100% Mercato delle Erbe vedrà la partecipazione di creativi del panorama bolognese come Pina Siotto (chef e antropologa), Coralie Maneri (fotografa), Concezio Roberto Di Rocco e Roberto Mastai (disegnatori), Rebecca Wilson (dj), mentre per tutto il periodo delle festività, il Mercato sarà animato da colori, voci, assaggi e musica indossando la veste dei prossimi 100 anni, 100 volti, 100 storie, 100 negozi. Il Mercato delle Erbe si apre a un modo di fare la spesa dall’antico sapore, arricchito però dallo sguardo della creatività locale per coniugare il piacere della condivisione alla qualità dei prodotti e la convenienza alla scelta, tornando così a essere un luogo centrale di scambio dove fermarsi, conoscere, trascorrere del tempo a contatto con la diversità.
Costruito nel 1910 da Arturo Carpi per ospitare le “treccole” cacciate da Piazza Maggiore, il Mercato delle Erbe è diventato nel tempo la vera bottega di Bologna, una piazza coperta dove le persone si incontravano, un luogo dove poter scegliere tra un'ampia offerta di prodotti di qualità.
Oggi, a 100 anni dalla sua fondazione, segue ancora gli stessi valori scegliendo di offrire ai cittadini un luogo di sapori e di saperi.
Dal 18 dicembre 2010 all'8 gennaio 2011, h 10-19.30
Mercoledì 22 dicembre 10-19.30 appuntamento speciale con musica, racconti, foto, gastronomia.
Re:Habitat è un'associazione nata in risposta alla necessità di mettere a sistema differenti competenze per generare visione, progetti e prodotti per la rigenerazione della città in cui vive e lavora attraverso l’interdisciplinarietà: design, arte, cultura, formazione, interazione sociale, partecipazione e ricerca. 100% Mercato delle Erbe è il suo primo progetto di azione a Bologna. Il contesto pubblico del mercato coperto presenta l’occasione per attivare un percorso di direzione creativa, di miglioramento relazionale e ambientale, che venga poi metabolizzato e autogestito.
I soggetti creativi riuniti in Re:Habitat sono:
OQ#_OpenQuadra / architettura, design, grafica e progettazione interdisciplinare
Nosadella.due / programmazione culturale, interventi artistici nel contesto pubblico, residenza per artisti e curatori
Elisa Fontana / ricerca artistica, educazione, spostamenti percettivi
Sale Na+Cl / comunicazione, trend hunting, stile e allestimenti
Andrea Mochi Sismondi / indagini, analisi e narrazione
Teatrino Clandestino / gesti performativi e drammaturgia contemporanea
Snark / analisi urbanistica, design urbano, ricerca tecnologie
Area Europa / development consulting, fundraising, formazione e mediazione
 
mercoledì 24 novembre 2010
Jim Morrison African Fan Club
A volte il multitasking fa male. La monodirezione, in certi casi, permette di affondare, di percepire, di perdersi nella bellezza della sensazione intensa. Avete mai provato a usare, per un giorno intero, solo la mano sinistra? O più semplicemente: avete mai chiuso gli occhi in mezzo alla piazza di un mercato cittadino?A Bologna, in questi giorni, è approdato Brandon Labelle, artista del suono relazionale, che, insieme a un gruppo di ragazzi partecipanti al progetto Worklab, ha creato una mappa sonora della città. Presso Raum, in via Ca' Selvatica, è possibile ascoltare, sdraiati su tappeti, tutte le strade sonore che costituiscono questa mappa, con la possibilità di portarsele a casa su una chiavetta usb (da portare con sé!).
Il progetto, inoltre, prevede incontri, dibattiti, discussioni, performances sonore, con artisti e ospiti invitati appositamente per il progetto.
Brainstorming seguirà il progetto. Ovviamente ha già il download di un primo frammento audio. Si tratta di Neighbor di Tecla Latella che si finge postino per registrare il 'chi è?' al citofono di un palazzo. Ascoltate!
Brandon Labelle - WorkLab
 
lunedì 6 settembre 2010
WorkLab 2010 - Bianco-Valente & Brandon Labelle
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| Foto di Matilde Soligno |
L’attenzione al quotidiano e alle sue implicazioni territoriali e sociali è ciò che caratterizza il progetto WorkLab per il 2010, con l’invito rivolto agli artisti Bianco-Valente (Italia) e Brandon LaBelle (USA), a lavorare su elementi della città e sulle sue dinamiche relazionali, la dimensione sociale della musica (Brandon Labelle) e la relazione tra i luoghi fisici e mentali (Bianco-Valente), sono i temi intorno a cui ruotano le diverse poetiche degli artisti invitati che, insieme, definiscono un cortocircuito di esperienze artistiche volte a indagare la vita quotidiana nei suoi diversi aspetti.
Gli appuntamenti:
7 > 11 settembre | Accademia di Belle Arti | Via Belle Arti 54, Bologna
RELATIONAL LANDSCAPE laboratorio a cura di BIANCO-VALENTE (Italia)
con Pietro Alex Marra, Marzia Avallone, Enrico Bari, Claire Bosi, Giulia Casula, Samuele Cherubini, Francesco di Tillo, Raffaele Nesci, Carmelo Nesci, Stefania Palmieri, Angelica Porrari, Fabio Romano, Alia Scalvini, Deborah Santamaria, Virginia Zanetti.
17 > 18 settembre | Palazzo Re Enzo (sala Re Enzo) Bologna | coproduzione déjà.vu / roBOt
RELATIONAL LANDSCAPE installazione a cura di BIANCO-VALENTE (Italia)
con i partecipanti al laboratorio
16 > 19 settembre | Museo internazionale della musica, Palazzo Sanguinetti, Strada Maggiore 34 Bologna
L'INSOSTENIBILE CALMA DEL VENTO installazione sonora di BIANCO-VALENTE (Italia)
a cura di Lelio Aiello
Inaugurazione giovedì 16 h 18.00
19 > 21 novembre | Museo internazionale della musica, Palazzo Sanguinetti, Strada Maggiore 34 Bologna
JIM MORRISON AFRICAN FAN CLUB laboratorio a cura di BRANDON LABELLE (USA)
con Marco Bonaccolto, Germana Cantarella, Noemy Cotardo, Marco Furlani, Paolo Ghezzi, Elena Hamerski, Luciano Maggiore, Lorenzo Senni, Marcello Spada, Dominique Vaccaro.
21 novembre | h 16.30 | Museo della musica, Palazzo Sanguinetti, Strada Maggiore 34 Bologna
incontro con BRANDON LABELLE (USA)
22 > 25 novembre | Raum/Xing, via cà selvatica 4/d, Bologna | coproduzione déjà.vu / Raum
JIM MORRISON AFRICAN FAN CLUB a cura di BRANDON LABELLE (USA)
con i partecipanti al laboratorio
Brainstorming seguirà il lavoro con appostamenti e interviste.
Stay tuned!
WorkLab
 
lunedì 12 luglio 2010
Santarcangelo 2010
Santarcangelo 2010 si interroga sul rapporto tra il teatro e il pubblico. Lo fa in modo schizofrenico e adrenalinico, sospeso tra le parole, le azioni e le poetiche. Nessuna strategia, se non quella di dar vita a esperienze, creando dispositivi in cui questa interrogazione si catalizzi e ne esca frastagliata, dissezionata e completamente inevasa. Gli spettacoli diventano veri e propri eventi cui relazionarsi, e noi, spettatori, violati nella nostra fisicità, sentiamo la terra tremare sotto i piedi, ignari di quello che potrà accadere lontani dalla sicurezza della nostra poltrona.
In un'epoca in cui il corpo scompare dietro l'interfaccia del virtuale, il teatro ne recupera la matericità e la usa senza scrupoli. La questione etica? Subito risolta da Cesare Pietroiusti, maestro dell'arte relazionale italiana, che in un incontro di qualche mese fa affermava: "L'utilizzo strumentale del pubblico come elemento imprescindibile della poetica di un artista? Finalmente! L'uomo non si distingue forse dagli animali per la sua capacità di usare stumenti? E quale strumento più completo, complesso e affascinante dell'uomo nella sua componente emozionale, corporea e intellettuale? Usiamoci di più!"
Siamo inevitabilmente lontani da certo agit prop di vecchia data, in cui il coinvolgimento del pubblico era il fine ultimo, votato a una sorta di missione redentrice nei confronti di una dimensione sociale da sovvertire. Oggi il corpo è puro strumento, mezzo, possibilità estetica e tecnica che apre, meravigliosamente, all'indagine, alla ricerca e al perfezionamento continuo dell'applicazione. In quanto strumento, il pubblico viene ora inserito come elemento vivo dell'opera, partecipando delle poetiche più diverse che ne indagano possibilità e derive. Le categorie si frantumano e il giudizio vacilla. Chi sarà, ora, a decretare il giudizio su un'opera se il pubblico, cui prima spettava tale compito, si ritrova a esserne parte? Le gerarchie, ora, sono veramene crollate, nel nome di un'arte che, finalmente anche in Italia, abbraccia la contemporaneità. In altri paesi se ne sono accorti qualche tempo fa coniando definizioni specifiche come nel caso della live art inglese. E non solo sui media di settore. Si parla di istituzioni, pronte a riconoscere e a sostenere nuove forme di riflessione artistica sul reale.
Le nostre istituzioni distruggono i teatri lasciando crateri vuoti. Sarà il caso di approfittarne per trovare nuove forme di esistenza. Il festival di Santarcangelo ne è un esempio.
Audio da: Un oscuro scrutare/Portage - IL TETTO/Angelo Mai+Bluemotion - Pic-nic Champagne
Santarcangelo Festival 2010
 
In un'epoca in cui il corpo scompare dietro l'interfaccia del virtuale, il teatro ne recupera la matericità e la usa senza scrupoli. La questione etica? Subito risolta da Cesare Pietroiusti, maestro dell'arte relazionale italiana, che in un incontro di qualche mese fa affermava: "L'utilizzo strumentale del pubblico come elemento imprescindibile della poetica di un artista? Finalmente! L'uomo non si distingue forse dagli animali per la sua capacità di usare stumenti? E quale strumento più completo, complesso e affascinante dell'uomo nella sua componente emozionale, corporea e intellettuale? Usiamoci di più!"
Siamo inevitabilmente lontani da certo agit prop di vecchia data, in cui il coinvolgimento del pubblico era il fine ultimo, votato a una sorta di missione redentrice nei confronti di una dimensione sociale da sovvertire. Oggi il corpo è puro strumento, mezzo, possibilità estetica e tecnica che apre, meravigliosamente, all'indagine, alla ricerca e al perfezionamento continuo dell'applicazione. In quanto strumento, il pubblico viene ora inserito come elemento vivo dell'opera, partecipando delle poetiche più diverse che ne indagano possibilità e derive. Le categorie si frantumano e il giudizio vacilla. Chi sarà, ora, a decretare il giudizio su un'opera se il pubblico, cui prima spettava tale compito, si ritrova a esserne parte? Le gerarchie, ora, sono veramene crollate, nel nome di un'arte che, finalmente anche in Italia, abbraccia la contemporaneità. In altri paesi se ne sono accorti qualche tempo fa coniando definizioni specifiche come nel caso della live art inglese. E non solo sui media di settore. Si parla di istituzioni, pronte a riconoscere e a sostenere nuove forme di riflessione artistica sul reale.
Le nostre istituzioni distruggono i teatri lasciando crateri vuoti. Sarà il caso di approfittarne per trovare nuove forme di esistenza. Il festival di Santarcangelo ne è un esempio.
Audio da: Un oscuro scrutare/Portage - IL TETTO/Angelo Mai+Bluemotion - Pic-nic Champagne
Santarcangelo Festival 2010
 
giovedì 24 giugno 2010
PerAspera - Gran finale
Si è concluso ieri il festival bolognese che ha visto più di trenta gruppi circondare la bellissima Villa Mazzacorati delle poetiche più diverse. Il pubblico era curioso, gli artisti disposti al confronto, le opere diverse e variegate. Cosa volere di più? forse un po' di attenzione da parte delle istituzioni? Solita vecchia storia. Noi guardiamo le stelle, mica il dito!
martedì 22 giugno 2010
PerAspera - Settimo giorno
Il settimo giorno abbiamo visto un micro spettacolo dentro un pulmino Fiat, dove l'esperienza della prossimità così esasperata dei corpi e della scena fa sì che si crei un macro-sguardo sui dettagli della narrazione e della messinscena.
Una lettura appassionata delle vicende di Marie Curie ci fa invece riflettere sulle derive piccolo-borghesi di una società che, vestita a festa nella sua pretesa di imbrigliare la natura nelle umane leggi scientifiche, non fa che cadere inesorabilmente in dimensioni di potere che vanificano il lavoro di chi, come la bistrattata scienziata polacca, opera in modo appassionatamente rigoroso e geniale.
Hana-ni, formazione tutta femminile, ci regala una danza scomposta, in bilico tra l'eroe del fumetto e il suo daimon umano. Francesca Ballico intesse poetiche parole giocando con voce e chitarra, mentre Angelo di Bello ci propone due opere video in cui la boxe viene eletta a nobile arte della concentrazione e della disciplina. Conclude la serata il video di Cilema Reisen, sarcastico, ironico, ammiccante all'estetica pubblicitaria per coglierne le dimensioni comunicative più sottili.
Il pubblico lascia le proprie parole al telefono rosso, in un interessante coacervo di termini, frasi e boutades.
Una lettura appassionata delle vicende di Marie Curie ci fa invece riflettere sulle derive piccolo-borghesi di una società che, vestita a festa nella sua pretesa di imbrigliare la natura nelle umane leggi scientifiche, non fa che cadere inesorabilmente in dimensioni di potere che vanificano il lavoro di chi, come la bistrattata scienziata polacca, opera in modo appassionatamente rigoroso e geniale.
Hana-ni, formazione tutta femminile, ci regala una danza scomposta, in bilico tra l'eroe del fumetto e il suo daimon umano. Francesca Ballico intesse poetiche parole giocando con voce e chitarra, mentre Angelo di Bello ci propone due opere video in cui la boxe viene eletta a nobile arte della concentrazione e della disciplina. Conclude la serata il video di Cilema Reisen, sarcastico, ironico, ammiccante all'estetica pubblicitaria per coglierne le dimensioni comunicative più sottili.
Il pubblico lascia le proprie parole al telefono rosso, in un interessante coacervo di termini, frasi e boutades.
lunedì 21 giugno 2010
PerAspera - Sesto giorno
Una domanda, fra quelle raccolte tra il pubblico del Festival PerAspera alla suggestione 'cosa chiederesti a uno spettatore quando esce da uno spettacolo?' mi ha colpita: 'sei sicuro che quello che hai visto lo conoscevi già?'
Se poesia è creazione, il problema non dovrebbe sussistere. Ma quando, alla fine di uno spettacolo, ci si pone ulteriori e inevase domande, ecco che forse è avvenuta la Genesi di qualcosa che prima non si conosceva.
Allora mi chiedo: cosa può generare il pensiero Majakovskjiano, vecchio di cent'anni, oggi? Forse una recondita invidia nei confronti di chi ha saputo vivere urlando la vita stessa, senza interferenze e pigrizie piccolo-borghesi. Komakino ha creato un ponte fra la caduta dell'Ente Teatrale Italiano e la resistenza vitale di artisti che, nonostante tutto, seguono l'urgenza di farsi ascoltare.
C'è ancora qualcosa da dire? Certo, eccome! Le rivoluzioni non si decidono a tavolino, si fanno e basta.
E nell'impalpabilità della nostra società liquida forse ci siamo già dentro fino al collo.
Se poesia è creazione, il problema non dovrebbe sussistere. Ma quando, alla fine di uno spettacolo, ci si pone ulteriori e inevase domande, ecco che forse è avvenuta la Genesi di qualcosa che prima non si conosceva.
Allora mi chiedo: cosa può generare il pensiero Majakovskjiano, vecchio di cent'anni, oggi? Forse una recondita invidia nei confronti di chi ha saputo vivere urlando la vita stessa, senza interferenze e pigrizie piccolo-borghesi. Komakino ha creato un ponte fra la caduta dell'Ente Teatrale Italiano e la resistenza vitale di artisti che, nonostante tutto, seguono l'urgenza di farsi ascoltare.
C'è ancora qualcosa da dire? Certo, eccome! Le rivoluzioni non si decidono a tavolino, si fanno e basta.
E nell'impalpabilità della nostra società liquida forse ci siamo già dentro fino al collo.
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