domenica 18 aprile 2010

Antonija Livingstone / Jennifer Lacey (Can/F/USA) - Culture & Administration

Silenzio.

Un vulcano islandese ha oscurato i cieli con la sua cenere.
Gli aerei non possono volare.
Gli artisti non possono raggiungere i loro palcoscenici.
Gli spettatori non possono raggiungere le loro poltrone.
I contratti parlano di "annullamento causa eventi atmosferici"

Che dire? Forse: "Culture, Administration & Nature"

 

sabato 17 aprile 2010

Mette Ingvartsen (D/DK) - Giant City

Nello spazio ci sono corpi che oscillano. Penso all'oscilloscopio, uno strumento in grado di disegnare un grafico relativo al funzionamento di un fenomeno fisico. L'oscilloscopio non dà interpretazione. Mostra. Indica. Testimonia una presenza attraverso curve e lineette.

Quei corpi erano lì, alla mercè del nostro sguardo, rilevatori di uno stato dell'essere, in attesa, forse, di una lettura. O no.

Mette Ingvartsen, nella sua auto-intervista, dichiara di voler creare spazi volatili e flessibili, che corrispondano alle idee contemporanee di vita, invece di rappresentare, per esempio, la contemporaneità stando seduti sulla scena con un mucchio di computer, per mostrare la società della rete.

In quei corpi oscillanti ho visto la proposta e la negazione subito dopo, e poi di nuovo la proposta e di nuovo la negazione. Un incedere e un tornare sui propri passi, continuo, estenuante, compulsivo, quasi a voler afferrare qualcosa che continuamente sfugge.

Forse avrei avuto bisogno di una macchina fotografica con un tempo di posa lunghissimo, per cogliere l'architettura di quel movimento incessante. Non posso far altro che coglierne le estremità. Il momento intermedio è fuggevole, puro istante di passaggio, servile, invisibile, immateriale, maledettamente presente.

Special Guest: Diego Segatto - architetto, designer

Mette Ingvartsen

 

venerdì 16 aprile 2010

Brainstorming @ F.I.S.Co. 2010

Brainstorming - Camera di Decompressione per Spettatori si insinua tra gli eventi di F.I.S.Co.10 per catturare i riverberi, sondare le opinioni, registrare i commenti.

Quest'anno il progetto è ancor più sfaccettato, con la presenza di Special Guests invitati a partecipare in qualità di pubblico, scelti in base a peculiarità che scoprirete giorno dopo giorno ascoltando le interviste.

Brainstorming sarà anche su Radio Città del Capo all'interno di Bonobo, il programma condotto da Michele Pompei tutte le mattine. A partire da venerdì 16 fino a sabato 24, tutte le mattine alle 11.00, potrete ascoltare le interviste Brainstorming.

Ascoltate, commentate, proliferate!

F.I.S.Co. 10

 

giovedì 25 marzo 2010

Cantieri Teatrali Koreja - Paladini di Francia

La complessità dell'Ariosto, l'acuto sarcasmo di Pasolini, l'umana poesia di Shakespeare. C'è tutto in questo spettacolo. Tutto quello che si può desiderare dalla comoda poltrona di un teatro. Tutto quello che ci gratifica, che ci identifica, che ci commuove, dalle nuvole di De André ai teatrini siciliani, dai bei costumi alle luci ai colori. E' giusto, forse, dare ai ragazzi una bella visione, da cui partire per parlare di realtà. Per questo è stato interessante registrare il confronto tra gli attori e i bambini, dopo lo spettacolo andato in scena a Castello D'Argile (BO), lunedi 22 marzo, per le scuole. Ascoltate.

Teatro Koreja


 

lunedì 22 marzo 2010

Gob Squad - Super Night Shot

Una performance, un gioco di strada, un progetto socio-politico, un'impresa da super eroe. Quello che Gob Squad ha messo in scena a Uovo Performing arts è un vero e proprio esperimento. Perfetto, nella sua estrema casualità.

Gob Squad
Uovo Performing Arts


 

giovedì 18 marzo 2010

Anagoor - Tempesta

Siamo al Dipartimento di Musica e Spettacolo di Bologna, dove iniziano gli sguardi, si formano i linguaggi, si studiano le arti. E' interessante, qui più che altrove, cogliere gli aggettivi, i sostantivi, fare attenzione ai termini usati per descrivere (o ri-scrivere) una visione.

Di fronte a Tempesta di Anagoor si apre una discussione, in cui termini come 'teatro', 'sperimentazione', 'immagine', 'drammaturgia' assumono significati diversi, decretando possibilità o condanne a morte.

Il dibattito è aperto.

Anagoor


 

lunedì 1 marzo 2010

Storie tra le Porte 2010

A Castello D’Argile, in provincia di Bologna, c’è un piccolo teatro in cui si fa un lavoro prezioso: il coinvolgimento del pubblico, l’attenzione a una programmazione di qualità, la ricerca di risorse in ambito territoriale, la collaborazione con altri progetti. Storie tra le Porte è una rassegna di teatro per bambini e ragazzi con la direzione artistica di Burattingegno Teatro e Tea(L)tro, da quest’anno in collaborazione con la rassegna Tracce, studiata con cura per avvicinare il pubblico al teatro, alla ricerca e alla cultura.

Brainstorming, nel personaggio di Madame Tempesta, è lì a raccogliere opinioni dopo gli spettacoli, senza distinzione di età, perché anche a tre anni si ha qualcosa da dire.

Burattingegno

 

domenica 24 gennaio 2010

Netmage10

Scie inquiete di mondi. Così risponde Andrea Lissoni, direttore artistico di Netmage, alla mia richiesta di definire con tre parole la decima edizione dell’International Live-Media Festival Bolognese. Perché lì non si compra il cd a fine d concerto, a palazzo Re Enzo la musica si vive, in mondi dalle derive ectoplasmatiche, extracellulari o paranormali.

Quest’anno ci si interroga sull’immaginario, sulla sua natura e sulla sua essenza effimera, difficilmente afferrabile, se non nella scia che testimonia il suo movimento. E si apre, inevitabilmente, la questione della fruizione, della possibilità, tutta a nostro carico, di essere presenti a un evento di cui non si percepiscono i confini.

Come porsi? Credo in religioso silenzio.

Netmage 10


 

giovedì 7 gennaio 2010

Gustavo Cottino, il più grande Venditore di Illusioni

ll più grande artista del luna park, Gustavo Cottino, 86 anni, è venuto a mancare martedi 5 gennaio in mattinata, intorno alle otto, all'ospedale di Peschiera del Garda, in provincia di Verona, dove era stato trasferito nella notte in seguito a insufficienza respiratoria. Il referto parlerà di embolia polmonare.
Non di questo, tuttavia, è morto Gustavo Cottino, perchè la sua non è la storia di un anziano qualunque.

Gustavo Cottino è stato un imbonitore di piazza, ma soprattutto un esteta, un poeta dell'immagine e un architetto dell'immaginario. La sua vita è stata un fare e disfare mondi, universi fatti di lamiere, velluti e fenomeni da baraccone, rigorosamente smontabili e rimontabili in qualsiasi luogo, dalle piazze ai festival, dal luna park itinerante al parco divertimento stabile, dai programmi tv alle aule universitarie, dove è stata discussa una tesi di laurea proprio su di lui.

Cottino è stato un figlio del mondo, un viaggiatore che attraversava le frontiere dell'immaginazione con la stessa facilità con cui si oltrepassavano, negli anni '60 e '70, le cinta murarie delle città, per entrare nel cuore pulsante della vita sociale: la piazza. Lì, proprio lì, al centro, Cottino presentava i suoi show, geniali performances, vera e propria arte contemporanea. In un perfetto equilibrio di ingegno scenografico, talento attoriale, strategia imprenditoriale e comunicativa, Cottino ha ammaliato, divertito e preso per i fondelli una buona parte di mondo, con la Donna Colossale scaricata in mezzo alla folla con un argano, la Balena Goliath riempita di pesce marcio per farla sembrare vera, un divano ribaltabile a simulare le "Cascate" del Niagara.

Come il luna park, sua famiglia adottiva, che oggi non trova pace, relegato nelle periferie, o nei parchi divertimenti stabili, in mano ormai alle multinazionali dell'amusement, anche Cottino sembra destinato a non avere pace immediata: per la legge dei "gagi" è un uomo solo, senza parenti, da seppellire, con una cerimonia d'ufficio, per terra, nel comune di residenza, Bussolengo (VR).

Per la legge del popolo viaggiante, "i dritti", Cottino è invece parte di una famiglia grande, sparsa un po' in tutto il mondo, pronta a garantire per lui, a firmare qualsiasi documento pur di soddisfare le sue volontà: essere sottoposto a cremazione e accompagnato, in una piccola urna, a Spilamberto, in provincia di Modena, nel loculo preparato da tempo, dove si trovano le ceneri di sua moglie, la Loy, artista indomita del Muro della Morte, mancata due mesi fa.

La storia, comunque, lo ricorderà sempre come "Gustavo Cottino, il più grande venditore di illusioni", e se vi illudete di dimenticarlo, vi sbagliate di grosso. Ascoltare le sue parole per credere!